La coppetta delle meraviglie

Ebbene si anche io sono entrata (ormai da tempo, in realtà) nel tunnel della coppetta. Di cosa parlo? Di un oggetto quasi sconosciuto ma del quale una volte scoperte le potenzialità non si può più fare a meno: la COPPETTA MESTRUALE. La coppetta è, come è intuibile, un oggetto (tipicamente in silicone chirurgico) che serve per raccogliere il sangue durante le mestruazioni.

Ha secondo me innumerevoli vantaggi, dal punto di visto ecologico è una mano santa perchè essendo riutilizzabile evitiamo di immettere mensilmente spazzatura difficilmente smalitibile, dal punto di vista economico è un ottimo investimento, con una spesa che va dai 15 ai 40 euro copri un periodo di parecchi anni, e cosa importantissima è comodissima.

Non so perchè però, tutte le persone che mi sentono parlare di questo oggetto misterioso mi prendono per pazza, con tanto d’occhi mi dicono: “ma ti metti quella cosa dentro?” E poi: “lo devi svuotare, lo devi lavare? Ahhhh orrore”. Mentre tutti quelli che conosco ce l’hanno provata, poi non l’hanno più lasciata.

La coppetta va sterilizzata prima di ogni ciclo mentre durante è sufficiente lavarla con acqua e sapone (facendo attenzione a sciacquarla bene). La si può portare anche 8-10 ore consecutive, io la metto su anche di notte e non mi sono mai macchiata, mentre prima con i vari assorbenti notte rischiavo anche di dovremi cambiare a metà notte.

Per non parlare di quanto è comoda al mare, e per me che faccio immersioni poi è eccezionale. Prima dopo l’immersione mi toccava essere un pò lesta nel trovare un bagno e cambiare l’OB di turno che si era gonfiato tipo palloncino, adesso mi godo il relax post bagno e mi cambio con tutta calma anche dopo ore.

Ce ne sono in commercio una infinita di modelli, per avere qualche idea di quella che potrebbe pare al caso vostro potete dare un’occhiata questo forum, in ogni caso solo provandola secondo me potrete capire se ne avete scelta una che fa per voi e come vi ci trovate.

All’inizio non è banalissimo, ricordo che la prima volta che l’ho messa l’ho tolta dopo poco convinta che sarei dovuta andare al pronto soccorso per farmi aiutare 🙂 e credo questo sia capitato più o meno a tutte quelle che l’hanno provata :D.

Dopo qualche volta ci si prende la mano e inizia ad essere veramente facile, cosa che mai avrei creduto possibile, l’altro giorno sono addirittura riuscita a cambiarmi in ufficio. Insomma come si sarà capito io ne sono entusiasta, consiglio a tutte di provarla, praticamente ci si dimentica di avere il ciclo è bellissimo.

Ciottolina fa il bis

E sono due, per questo compleanno abbiamo optato per qualcosa di più in piccolo, ma Ciottolina si è divertita molto ed è stata contenta e questo è l’importante.

A differenza dello scorso anno il buffet è stato decisamente low profile, la torta invece ha decisamente compiuto passi da giante :).

Ho preparato una mimosa utilizzando per la base una ricetta che ho scovato su cookaround. Ho utilizzato una tortiera apribile da 26 e ho quindi raddoppiato le dosi della ricetta originale.

Ingredienti:

-per la base
6 uova (meglio se a temperatura ambiente)
240 gr zucchero
1 bustina di vanillina
scorza di limone o qualche goccia di aroma limone in fialetta
150 gr farina 00
100 gr amido
1 bustina di lievito per dolci
100 gr burro
un pizzico di sale

-per la crema pasticcera
6 tuorli d’uovo
1 litro di latte
3 cucchiai di farina
3 cucchiai di zucchero
scorza di limone

Una volta cotta la base ho aspettato che si raffreddasse e poi l’ho fatta tagliare al maritino in 3  (io sono una frana in queste cose). Il primo un pò più alto (partendo dalla base) e l’ultimo molto vicino al top della torta (praticamente in modo da eliminare la calotta). Ho svuotato la base e tenuto da parte le mollichine. Ho riempito la base con la crema pasticcera alla quale avevo aggiunto le gocce di cioccolato fondente. Poi ho rimesso un disco e l’ho ricoperto con altra crema, altro disco, altra crema e poi le mollichine.

Merge: Bonci e lievito naturale

Sempre cercando di migliorare la nostra pizza casalinga, l’ultima volta ho provato ad applicare il metodo Bonci alla pizza fatta con il lievito naturale.

Ingredienti: 500 gr. di farina 0 (io ho usato manitoba), 200g di lievito mare , 300 gr. circa di acqua tiepida, 1 cucchiaio d’olio EVO, 2 cucchiaini di sale fino, 1 cucchiaino di zucchero.

Per prima cosa ho impastato l’acqua il lievito madre e un pò di farina, lo zucchero e li ho fatti riposare per circa 1 ora un’ora e mezza. Dopo ho aggiunto l’olio, la farine restante ed il sale e ho lasciato impastare alla macchina per una mezz’ora. Ho lasciato l’impasto a lievitare nella macchina per un ora e poi l’ho messo in frigo pronto per essere steso la sera successiva.

Il giorno dopo ho steso la pizza sulla placca da forno leggermente oliata e l’ho fatta lievitare in forno aspento (ma con la luce accesa) per circa un’ora. Dopo di che l’ho condita (con il grande classico stracchino e zucchine) e inofornata a circa 225°C nel forno statico.

Molto molto meglio delle ultime prove, provate a fatemi sapere 😉

Alice in Wonderland: Rainbow Magicland

Qualche settimana fa siamo andati al parco giochi di Valmontone (Rainbow Magicland). Io e F. siamo abbastanza maniaci di parchi a tema, negli utlimi anni in genere ci scappa sempre un we europeo alla ricerca di un nuovo parco. Il giudizio su questo parco non è facile, nel senso che esendo andati con Ciottolina la giornata è stata un pò diversa dalle full immersion che normalmente facciamo. Le attrazioni comunque erano tutte aperte e non c’era molta gente, quidni le file erano ragionevoli. La parte per i piccoli è molto carina secondo me, ci sono abbastanza giochi, c’è anche un area con gli scivoli e anche gli gnometti possono divertirsi.

C’è la classica giostra con i cavalli su due piani, il trenino (quello a Ciottola non è piaciuto un granchè in realtà), una piccola monstagna russa con bruco (quella la adorata, l’abbiamo fatta 3 volte di fila), una zona sponsorizzata dai Polaretti con spruzzi d’acqua da terra e acqua nebulizzata. Un altro paio di giochi di quelli che girano e salgono.

Per quanto riguarda le attrazioni dei grandi noi abbiamo fatto lo “shock” che è carino diverso dalle solite montagne russe vista la sua accelerata iniziale, poi “cagliostro” che è uno di quei giochi dove sei in due sul carrellino e quidni oltre a fare la discese ruoti anche su te stesso. Non male forse un pò spoglia l’ambientazione interna, è in un capannone semi buoio al cui interno però non c’è assolutamente niente. Poi abbiamo fatto “l’olandese volante”, “le rapide” e “Yucatan”. Le rapide è classico, giretto con il gommoncino e tanta acqua, niente di che ma carino. L’olandese volante è carino, anche la tematizzazione, si sballotta un pò ma mi è piaciuto. Yucatan è nell’acqua, ha due grandi discese dove ti bagni abbastanza, i giochi con l’acqua a me piacciono sempre quidni l’ho promosso ;).

tutto sommato l’esperienza è stata positiva, ma sopratutto perchè noi ci siamo andati con la gnoma, per farlo come parco da soli, forse il prezzo è leggermente troppo alto, è in linea con gli altri parchi europei ma mi è sembrato meno ricco.

Trovo molto conveniente l’opzione abbonamento, che sinceramente stiamo valutando, essendo per noi vicino casa potrebbe essere una valida soluzione per passare qualche we e far divertire Ciottola.

Pizza con lievito naturale

Dopo settimane finalmente ho preparato il lievito naturale. Ho seguito la ricetta di Veggie con la mela, perchè mi sembrava più veloce, ma anche quella del blog di Francesca mi sembrava piuttosto interessante.

Per la pizza ho utilizzato 200 g di lievito naturale, 230 g di farina di manitoba, 130 g di farina 00, 220 g di acqua, un cucchiaino di zucchero, un cucchiaino abbondante di sale e un cucchiaio di olio EVO.

Per prima cosa ho impastato il lievito con metà della farina e l’acqua, poi ho aggiunto l’olio, il sale, lo zucchero e la farina restante. E’ molto importante che il sale non entri in contatto diretto con il lievito perchè questo compromette la lievitazione. L’ho lasciata lievitare in forno per circa 5 ore (l’ho preparata pirma di prazno e l’abbiamo mangiata a cena). Io la faccio cuocere a 220°C per 12 minuti. Il risultato buono, ma non spettacolare, probabilemnte devo allungare i tempi di lievitazione. sono già all’opera con la versione 1.1 😉

Torta mele e marmellata

Oggi mi sono data alla sperimentazione più pura, son tornata a casa da una riunione con una voglia pazzesca di biscotti con la marmellata e quidni in barba alla dieta mi sono sparata due gentilini ricoperti di marmellata di mirtilli. A quel punto ho pensato che visto che ero tornata presto e che F. sono settimane che mi fa più o meno velatamente capire che ha voglia di torta di mele poteve unire le cose… questo è il risultato:

Premetto che la povera torta ha subito un piccolo trauma quando l’ho rovesciata dallo stampo, ma si sa in queste cose sono una vera frana. Probabilmente è meglio usare uno stampo con cerniera.

E’ una torta che rimane piuttosto morbida va mangiata con il cucchiaino ( o forchettina) non è la classica torta di mele da pucciare insomma. Forse è leggermente poco dolce e vorrei provare a far venire leggermente più croccante il fuori. Per il resto mi piace ;), è molto porcellosa.

Ingredienti: 3 mele, 150g di farina, 100g di burro, 150 g di zuchero di canna (anche se mi sorge il dubbio di averne messi 100g ), 3 uova, 100ml di latte, mezza bustina di lievito, marmellata a piacere.

Ho sbattuto lo zucchero e le uova, poi aggiuto la farina e il burro fuso, il lievito e le mele tagliate a fettine (2 e mezzo). Ho messo un pò del composto nello stampo da plumcake precedentemente imburrato e infarinato e poi ho messo qualche cucchiaino di marmellata di mirtilli sparso qua e la. Poi ho messo una altro pò di composto e un altro pò di marmellata (non molta). Sulla superifice ho messo le fettine della mezza mela rimasta e ho aggiunto un pò di zucchero per far pare la crosticina. Forno a 180°C per 40-45 minuti, negli ultimi 10-15 minuti ho abbassato leggermente la temperatura del forno per non far scurire troppo la superficie

Colazione festiva in famiglia

Visti i vari ponti, una mattina di queste ho deciso di non ronfottare come al solito ma di alzarami ad un’ora decente e preparare qualcosa di gustoso per fare colazione tutti insieme. Tra l’altro era parecchio tempo che avevo voglia di pancakes e il ritrovarli sul blog di Francesca nella “versione Kamut” mi ha dato la spinta finale. La ricetta è presa da un libro di ricette americane che era in edicola con Sale e Pepe parecchi mesi fa.

Ingredienti: 135g di farina, 2 cucchiani di zucchero, mezzo cucchiano di sale, 250 g di latticello, un uovo (grande), 35g di burro fuso. Poi io ho messo una punta di cremor tartaro e una di bicarbonato mentrel a ricetta originale prevedeva solo il bicarbonato

Si mescolano tra loro prima gli ingredienti solidi. In un altro contenitore si mescolano quelli liquidi, e successivamente si aggiungono i liquidi ai solidi. Si sbatte un pò la pastella senza preoccuparsi troppo del fatto che rimangano dei grumi. Cuocere i pancakes in una padella antiaderente a fuoco medio, fate scaldare un filo d’olio nella padella eliminandone eventualmente l’eccesso con uno scottex. Versate un metsolo di pastella, “la frittella sarà da girare quando i bordi si asgiugano e al centro si saranno formate delle bolle“. Cuocete l’altro lato per un altro paio di minuti e servite, con zucchero, sciroppo d’acero, ma anche marmellata…insomma quello che vi sfizia di più 🙂

E’ stata decisamente una colazione gustosa, molto apprezzata anche da Ciottolina, all’inizio irresistibilmente attratta dalla motagnetta di marmellata di mirtilli (del marito è inutile che vi dica ;))

Pizza, focaccia, Oreste BUM!

Focaccia Bianca

Sempre preoccupata sul cosa dare a Ciottola da portare per merenda al nido ho deciso di prepararle della focaccia che poi ho congelato in listarelle in modo da avere diversi giorni di merenda coperti (era necessario perché A. si sta trasformando in uno yogurt 😛 ). Ho preso spunto da un altro blog carino che ho scovato negli ultimi giorni.

Ingredienti: 300g di farina mantioba, 270 g di acqua, mezzo cubetto di lievito di birra fresco, 50 ml di olio EVO, un cucchiaino abbondante di sale, e volendo uno scarso di zucchero per aiutare la lievitazione

Nella ciotola della macchina del pane ho inserito l’acqua, metà dell’olio, il sale e lo zucchero facendola andare per pochi istanti, dopo di che ho aggiunto il lievito sbriciolato e metà della farina. Ho impastato per circa 5 minuti e lasciato riposare altrettanto, dopo di che ho aggiunto la restante farina e fatto impastare per altri 10 minuti circa. Dopo di che ho seguito pedissequamente le istruzioni di Paola […tolgo la pasta dalla ciotola lo adagio al centro della placca unta, utilizzando un pennello, prelevo un po’ dell’olio presente nella placca e ungo tutta la superficie del panetto…]

Per quanto riguarda la lievitazione invece ho lavorato nel mio solido modo, ho scaldato leggermente il forno (a circa 40°C) e ci ho lasciato la pizza a lievitare per un’ora abbondante, inserendo nel forno spento una tazzina con dell’acqua per mantenere l’umidità all’interno del forno. Dopodiché l’ho stesa con le mani sulla placca e rimessa in forno a lievitare per un’altra mezz’ora  L’ho cotta nel forno ventilato a 180-200 °C per circa 10-12 minuti.

Si sa, queste son giornate di pizza e impasti e quindi:

Pizza Bonci style

Ormai sono settimane che sto in fissa per la pizza e che cerco di trovare la ricetta “perfetta”. Ieri sera ho deciso di provare a preparare la pizza utilizzando il metodo descritto da Francesca nel suo blog (ho scoperto solo oggi, che il tizio del metodo è uno della tv, o almeno così mi hanno detto le mie colleghe). Volevo provare questa cosa della lievitazione lenta nel frigo, soprattutto perché proprio nel we parlando con un mio amico era uscito il discorso.

Ingredienti: 500 gr. di farina 0 (io ho usato manitoba), mezzo panetto di lievito di birra fresco, 380 gr. circa di acqua tiepida, 1 cucchiaio d’olio EVO, 2 cucchiaini di sale fino.

Ho usato un pò più di lievito rispetto alla dose consigliata da Francesca perché il panetto era nel frigo da un pò e volevo andare sul sicuro, ma nei prossimi esperimenti proverò a diminuire la dose (questo fino a quando non potrò usare la pasta madre in fase di preparazione ;)). Tra l’altro devo ammettere di non aver seguito alla lettera la sua ricetta, il mio tempo ieri pomeriggio era decisamente poco, ho quidni inserito gli ingredienti nella MdP e fatto impastare a lei per circa 15 minuti. Dopo di che ho trasferito l’appiccicosissimo impasto in una ciotola con un pochino di farina, l’ho coperta con la pellicola e l’ho messa nel frigo.

Domani vi dirò come è venuta, stasera si pappa 😀

La pizza è venuta molto bene, impasto soffice e nello stesso tempo croccante, l’unico neo è stato che avrei dovuto dividere l’impasto, perchè stendendolo solo in una placca è venuto un pò  troppo altro per i miei gusti. Riproveremo al più presto, slurp

C’era una volta tanto tempo fa un pomeriggio di studio…

Un immancabile alleato nei pomeriggi di studio erano i mitici cornettini svedesi della mamma della mia amica A.  Ne preparava bustoni che noi nella pausa del pomeriggio scongelavamo goduriose. Non so perché in questi giorni mi sono tornati in mente e oggi ho deciso di cimentarmi. Ritrovato nel mio quadernino di ricette un appunto con gli ingredienti ho provato, modificando un pò la ricetta a ricreare quel magico cornettino.

Ingredienti: 400 g di farina, 50 g di burro, 1 uovo, mezzo panetto di lievito di birra, 1/4 di litro di latte, 100g di zucchero di canna.

In casa non avevo mantioba e quindi ho usato tutta farina 00, altrmenti avrei fatto metà e metà. Ho sciolto il lievito con il latte e il burro e poi ho agigunto gli altri ingredienti. Il composto era un pochino appiccicoso, ho quindi aggiunto un altro pò di farina a occhio, la prossima volta proverò con 200cc di latte invece di 250. Una volta fatti lievitare ho diviso la pasta in tre e l’ho stesa in rettangoli. Il primo rettangolo l’ho farcito con goccie di cioccolata, il secondo con burro, cannella e zucchero, e il terzo con miele e granella di nocciole. Dopo di che ho arrotolato i rettangoli e ritagliato le rotelle avvoltolate. Ho disposto le girelle sulla placca da forno e le ho fatte lievitare nuovamente per una mezz’ora abbondante. Li ho cotti in forno per circa 10-15 minuti a 180°C.

Il risultato soddisfacente ma non perfetto, dei tre quelli con la cannella a mio gusto erano superiori, secondo F vincono quelli al cioccolato (gli originali erano con la cannella), quelli con miele e nocciole invece non hanno convinto nessuno dei due.

Diciamo che l’esperimento è da ripetere modificando un pò la ricetta per ritrovare quel fantastico sapore, si accettano suggerimenti ;).

In uno dei primi pomeriggi freddi ci siamo ritrovati a casa dell’amica che produce i “bullar” originali, questo è il risulato:

Al più presto la sua ricetta ;)…le fischieranno le orecchie?

Flan di carote

Sono un paio di sere che mi è presa la fissa di questi sformatini mono porzione, anche per rendere un pò più carino il piatto con la verdura per Ciottola, la quale si diverte un mondo a distruggere la cupoletta :).

Anche questo è molto banale da realizzare anche se la consistenza non era delle migliori secondo me. Ho provato a lasciare “la grana” un pò più grossa, utiliizando il passa patate invece del frullatore, ma devo dire che preferisco la consistenza più vellutata. Io ho fatto una versione un pò light perchè volevo poterli mangiare anche io e quindi non ho messo la besciamelle, che però secondo me in questo flan sta bene.

Ingredienti:
Carote
Patate
Parmigiano reggiano
Uova
1 pizzico di noce moscata
(besciamelle)

Lessate le carote e le patate nella PaP (ma anche in acqua se non usate la PaP), schiacciatele con il passa patate (eliminando l’acqua in eccesso), o frullatele, aggiungete il parmigiano, le uova ( io ne ho messa una mi sembrava sufficiente) e la noce moscata (per la versione porca aggiungete anche la besciamelle 😉 ). Aggiustate di sale (ed eventualmente di pepe). Cuoceteli a bagno maria o in forno o nella PaP (nella PaP per circa 12 minuti). Per accompangarli potete friggere delle listarelle di cipolla da posizionare sulla cima della cupola.

La mancaza di dosi è dovuta al fatto che questa volta sono andata completamente a caso assaggiando il composto via via ;).